Se pensavamo di sapere tutto di Andy Warhol e delle sue opere, la Tate Modern di Londra ha deciso di farci cambiare idea, dal 15 Agosto al 15 Novembre, prorogata di due mesi dopo la sua riapertura e ora sospesa a causa delle restrizioni Covid, ha proposto una nuova grande retrospettiva di questo artista che ha cambiato per sempre l’arte moderna,  abbracciando il consumismo, il concetto di celebrità e la controcultura. 

La serie Ladies and Gentlemen per la prima volta

Oltre alle sue iconiche immagini pop di Marilyn Monroe, Coca-Cola e le lattine di zuppa Campbell, la mostra include alcune opere mai viste prima nel Regno Unito come la serie Ladies and Gentlemen, venticinque ritratti di drag queen nere e latine e donne trans, mostrate per la prima volta in 30 anni.

L’ intento dei curatori della mostra

Quello che i curatori Gregor Muir and Fiontán Moranle cercano di mostrare nelle 12 stanze della mostra è una parte più umana di Andy,  non più solo l’artista ma i desideri e le paure che lo hanno portato a creare la sua arte e lo fa indagando tre principali aspetti: la sua origine di immigrato povero negli Stati Uniti, la sua identità queer e la sua relazione con morte e religione.

Andy Warhol

Warhol ha reinventato ciò che è l’arte in un’epoca di immensi cambiamenti sociali, politici e tecnologici. Nato nel 1928 come Andrew Warhola,  proviene da una famiglia povera e religiosa, immigrata dalla Slovacchia. Nel 1949 si trasferisce dalla Pennsylvania a New York, inizialmente lavorando come illustratore commerciale, da vita a quel processo di trasformazione dell’immaginario della cultura americana, che lo ha reso il simbolo  del movimento della Pop Art.

Documenti dell’arrivo della sua famiglia in America e foto della sua infanzia nel ghetto di immigrati europei a Pittsburgh, sono presentati insieme alle serigrafie della statua della libertà e al lavoro sull’iconografia americana, mostrandoci davvero una nuova prospettiva sul suo processo creativo ed esistenziale. 

Il video “ Sleep”

Con una serie ritratti risalenti agli anni ’50 seguiamo il suo sguardo sul corpo maschile, nel video “Sleep” in 16 mm, che ritrae il poeta John Giorno dormiente, ci immergiamo nella esplorazione della sua identità sessuale. Gay, timido e cresciuto in un’epoca in cui il sesso tra uomini era illegale negli Stati Uniti, Warhol ha abbracciato la comunità queer solo una volta trasferitosi a New York, queste opere mostrano il lato più intimo e meno glamour della sua sessualità. Nelle stanze successive ci viene mostrato all’opposto, l’esperimento sociale e comunitario della Factory, un luogo di lavoro ma soprattutto di incontro, dove inizia a filmare il continuo andirivieni di amici e attori, musicisti e creativi di tutti i generi. Warhol inizia a trasformarsi con il luogo stesso nell’icona che conosciamo. 

La Factory

All’ inizio del 1968, la Factory si trasferì in Union Square, i nuovi spazi furono dedicati alla sua produzione cinematografica e grafica, riviste, poster, libri, copertine di dischi e alla sua famosa rivista “Interview“. Qui la scrittrice Valerie Solanas, ossessionata dalla figura dell’artista lo aggredisce e gli spara al petto, tutti gli organi interni ne sono danneggiati e viene salvato per miracolo. La sua vita, ma anche la sua pratica artistica ne è completamente sconvolta. Lo scatto del fotografo Richard Avedon raffigura il trauma dell’evento mostrandoci tutti i punti di sutura del petto, che lo stesso Andy poi confronta con le zip di un vestito di Yves Saint Laurent

L’ opera “Sixty Last Suppers” 

La mostra chiude con l’ opera “Sixty Last Suppers” del 1986 dove fede, morte e desiderio si uniscono. Basata sulla ripetizione dell’ Ultima Cena di Leonardo da Vinci, raffigurante Gesù la notte prima della sua crocifissione con i dodici discepoli, mostra l’attività collettiva tra uomini. Creato subito dopo la morte dell’ex partner, in un momento in cui le vite private degli uomini gay stavano affrontando il dramma dell’AIDS potrebbe essere visto come un ritratto commovente di perdita senza fine.

L’ evento in streaming per il 92 ° compleanno di Warhol

In quello che sarebbe stato il 92 ° compleanno di Warhol, la Tate Modern ha anche creato un evento virtuale, in streaming sul sito web della stessa Tate, dove ha presentato agli spettatori a casa una incredibile varietà di contenuti tra cui scegliere, discorsi con artisti, workshop, musica, film e parole.

Elisa Bozzarelli

Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020.
Marilyn Diptych 1962 Acrylic on canvas support (each): 2054 x 1448 x 20 mm
Ladies & Gentlemen (Wilhelmina Ross)
Ladies and Gentlemen (Alphanso Panell)
Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020.
Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020.
Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020.
Press View of Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020.
Andy Warhol - Sixty Last Suppers
Warhol AR00271 001
Warhol_T07146, Self-Portrait
Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020. Marilyn Diptych 1962 Acrylic on canvas support (each): 2054 x 1448 x 20 mm Ladies & Gentlemen (Wilhelmina Ross) Ladies and Gentlemen (Alphanso Panell) Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020. Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020. Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020. Press View of Andy Warhol Exhibition, Tate Modern, 2020. Andy Warhol - Sixty Last Suppers Warhol AR00271 001 Warhol_T07146, Self-Portrait

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