Il Comitato Umanitario Casari Onlus, nato a Bergamo nel 1996, è una delle realtà senza alcun scopo di lucro, che persegue esclusivamente fini di solidarietà attraverso la raccolta di fondi per iniziative di volontariato e di beneficenza, operante in Bolivia. 

La sua opera è diretta principalmente al recupero sociale e dei bambini e dei ragazzi provenienti da situazioni famigliari disagiate e da aree sociali bisognose.

Il nome del Comitato, deriva dal suo fondatore, che per primo ha scoperto questo grande amore per la Bolivia e per la popolazione che la abita: Massimo Casari.

Massimo Casari

Dopo un primo approccio al territorio come semplice ospite e turista, il Dottor Casari ha deciso di rimanere in pianta stabile nel paese, al fine di portar aiuto alle persone in difficoltà in aree particolarmente povere.

Negli anni i progetti si sono moltiplicati, grazie al supporto economico ricevuto da amici, ma anche da sostenitori vari, migliorando la vita di tantissime persone.

Abbiamo intervistato per voi proprio Massimo, nel tentativo di regalarvi uno sguardo più completo sul suo lavoro in loco.

Chi è quindi Massimo Casari? 

Sono nato a Bergamo nel 29 novembre 1955 e ho vissuto una vita che considero fortunata, dopo di che sono partito per una vacanza in Bolivia, a Cochabamba nel 1987, alla Ciudad de Los Niños del Patronato S. Vincenzo di Bergamo ed ho deciso poi di trascorrere le vacanze estive lì ogni anno, affascinato dai sorrisi spontanei dei bambini.

Nel 1993 mi sono preso l’ennesima “vacanza”, questa volta di sei mesi e mi sono reso conto che la vita in Bolivia mi attraeva più che ogni altra cosa. Ho deciso, quindi, all’inizio del 1994, di tornare definitivamente a Cochabamba per viverci.

Ho collaborato a quel punto con la parrocchia in una delle zone più povere della città, venendo così a conoscenza degli innumerevoli problemi dei bambini, le vittime più vulnerabili della povertà dilagante.

Come nasce il Comitato Umanitario Casari Onlus?

In quegli anni sempre più amici, visto che andavo e venivo dalla Bolivia, mi diedero dei soldi per comprare quello di cui potevano aver bisogno i bambini di cui tanto parlavo.

Visto che sempre più gente ci sosteneva, si decise quindi, in data 3 Aprile 1996, di costituire il “Comitato Umanitario Casari”, oggi Onlus (per essere anche più trasparenti e legali facendo ricevute). 

Verso la fine del 1994, ho conosciuto Veronica, psicologa boliviana e ci siamo sposati il 7 ottobre 1995, iniziando insieme un lavoro a sostegno della comunità locale.

Quali sono i vostri principali progetti?

Con Veronica e il nostro staff, abbiamo aperto nel quartiere Ticti Norte della città di Cochabamba, un Centro Educativo e Ricreativo, una specie di oratorio, che ogni giorno attualmente è frequentato da più di 150 bambini/adolescenti (dalla prima elementare fino all’ultimo anno di scuola) nei due turni mattino e pomeriggio.

Vengono a fare i compiti per la scuola e per giocare con gli amici, diamo loro la colazione e al pomeriggio la merenda prima di tornare a casa.

Nel paese di Irpa Irpa (a 70 Km dalla città di Cochabamba) grazie al progetto delle adozioni a distanza, abbiamo aperto un altro centro anche in questo caso, con il doposcuola per i bambini e diversi laboratori per le mamme.

Altro progetto è la scuola calcio gratuita per più di 200 bambini, dai 5 ai 14 anni, finanziata dal programma sociale dell’Inter, Intercampus del quale siamo i referenti in Bolivia.

Da ormai sette anni, il sabato ci dedichiamo ai figli dei carcerati (non potete immaginare le condizioni di un carcere in Bolivia) che fino al 2016 vivevano dentro il carcere, oggi invece vanno solo per il fine settimana.

Mandiamo un bus a prenderli e vengono da noi per passare qualche ora di serenità al nostro centro. Anche con loro colazione e prima d’andarsene alle 13.00 panini e succhi di frutta.

Durante l’anno aiutiamo anche una piccola comunità sulla cordigliera, posizionata a quasi 5.000 metri sul livello del mare, con generi alimentari e quello di cui hanno bisogno.

Quante persone lavorano attualmente con voi?

Tra i vari progetti lavorano con noi circa 30 persone, da pagare ovviamente ogni mese. 

Come ha influito sul vostro lavoro la Pandemia di Covid 19?

Anche per noi chiuse le scuole e quindi, di conseguenza, i nostri centri da aprile; tanta gente senza lavoro e quindi sempre di più da aiutare. Teniamo duro.

Ricordiamo qualche contatto del Comitato:

https://www.comitatocasari.org/

Ma potete anche scriverci alle seguenti mail: mcasari@entelnet.bo ed anche info@comitatocasari.org

Laura Galasso

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2 pensiero su “Intervista a Massimo Casari, fondatore del Comitato Umanitario Casari Onlus”
  1. Frequentavamo la stessa scuola.Di lui mi ricordo principalmente il sorriso aperto e comunicativo. Bravo Massimo sei proprio una bella persona!

  2. Con grande piacere ed onore dico : grande fratelllone & co. Sono poche le occasioni X vederci ma è sempre una gioia . Tua sorella Monica

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