Sebbene, più o meno ovunque, i musei siano chiusi, alla Tate Britain a Londra l’arte continua a dare spettacolo. Come ogni anno la Winter Commission ha assegnato ad un artista l’allestimento della sua facciata. Questa è la quarta serie di installazioni all’aperto della Tate per celebrare la stagione invernale, dopo i lavori di Alan Kane nel 2017, Monster Chetwynd nel 2018 e Anne Hardy nel 2019, e la volta Chila Kumari Singh Burman che con “Remembering a Brave New World”, curatrice Clarrie Wallis, ha trasformato in technicolor con luci al neon l’iconica facciata con riferimenti alla mitologia, a Bollywood, al femminismo radicale, all’attivismo politico, al colonialismo e ai ricordi di famiglia. 

L’ installazione

Miti e costumi indiani sono combinati con i ricordi delle visite di famiglia alle Illuminazioni di Blackpool (un festival delle luci inglese fondato nel 1879) e al furgone dei gelati dei suoi genitori. Le divinità indù Lakshmi, Ganesh, Kali e Hanuman appaiono tutte sulla facciata dell’edificio insieme al simbolo Om e al centro svetta il terzo occhio. Ci sono le parole “Joy“, “Love“, “Shine“, “Light“, “Aim“, “Dream” e “Truth” e nella parte superiore, in lettere più piccole, una scritta che dice: “Io sono un disastro” L’artista dice di aver preso la frase da una spilla, e aggiunge “perché in questo momento in Gran Bretagna c’è un gran disordine, non è vero?” Hanuman il dio scimmia e diversi animali illuminati, tra cui una tigre a grandezza naturale e un pavone, sono raffigurati  mentre  mangiano un cono gelato circondati da fiocchi di neve. C’e la figura di Rani (regina) di Jhansi, una feroce guerriera e simbolo della resistenza indiana per aver condotto una battaglia contro gli inglesi nel 1857 e una scritta che dice  “Senza di noi non c’è Gran Bretagna”.

Singh Burman

Nell’installazione Singh Burman ha utilizzato non solo il neon, ma un mix di media e tecniche come fotomontaggio, collage, pittura, acquaforte e disegni con iPad per rivisitare una serie di ossessioni in una carriera che dura da 40 anni. 

Nel 1954 il padre dell’artista, si trasferì dal Punjab, in India, dove lavorava come sarto e mago, nel Regno Unito. Per mantenere la famiglia presto comprò un furgone, ci aggiunse un ritaglio di tigre del Bengala sul tetto e iniziò a  vendere gelati a Formby Beach, a nord di Liverpool. L’occupazione di suo padre divenne una delle principali fonti di ispirazione dell’artista. Ha usato coni gelato invertiti per suggerire stupa (tumuli cerimoniali e torri che risalgono al V secolo) in Cornets and Screwballs Go Vegas (2010) e ha creato un cono gelato alto 152 cm adornato con piume di pavone, paillettes oversize e ritagliato illustrazioni per Eat Me Now (2013). Ha persino acquistato un furgone Bedford, simile a quello di suo padre, e lo ha usato come galleria itinerante.

L’ apertura della Winter Commission

Glitter e luccichii si incontrano in una celebrazione di luci al neon dai colori vorticosi esplorando la natura eterogenea dell’identità dell’Asia meridionale nel contesto britannico e sfidando la visione stereotipata delle donna asiatica. L’apertura della Winter Commission ha coinciso con Diwali (14 novembre), il Festival della Luce, che celebra i nuovi inizi e il trionfo del bene sul male. “Remembering a Brave New World” trae ispirazione da storie personali, sociali e mitologiche, offrendo un senso di speranza per il futuro. L’opera che è stata rivelata il 16 novembre 2020 rimarrà in vigore fino al 31 gennaio 2021.

Le parole di Sadiq Khan

Sadiq Khan, sindaco di Londra, ha dichiarato:

“Il colorato tributo di Chila alla sua eredità punjabi e inglese è un ottimo modo per celebrare la celebrazione della luce sull’oscurità di Diwali e sarà un simbolo di speranza durante questi tempi difficili “

Elisa Bozzarelli

Chila Burman, Winter Commission, Tate Britain
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