“Questo dicembre dedicheremo una serata non alla Prima della Prima alla Scala, come da tempo è consuetudine del Teatro No’hma, ma alla Prima che verrà, in modalità OnLife e in streaming, per guardare insieme, uniti nella nostra platea virtuale, a un futuro migliore” queste le parole di Livia Pomodoro, attualmente presidente dello Spazio Teatro No’hma per raccontare che da mercoledì 2 dicembre, ore 21:00, sarà disponibile sui canali online, l’evento ideato come un omaggio all’arte ed ovviamente alla Prima della Scala stessa.

La Prima della Prima alla Scala” integra splendidamente in una sola occasione il corpo di ballo in loco, alle parti parlate, agli spezzoni di canto.

Il dialogo e il corpo di ballo

La regia, di Marco Rampoldi, crea la giusta cornice anche per il dialogo tra il maestro Roberto Abbado con la presidente, il quale racconta la sua esperienza nella direzione della “Lucia di Lammermoor”, rappresentata all’Opera di Roma nel 2015, con la regia di Luca Ronconi, scomparso poco prima del debutto.

Il corpo di ballo invece, dà sfogo a tutta la propria potenza espressiva, regalando momenti di assoluta emozione agli spettatori, pur non potendo essere in platea a godersi lo spettacolo.

La “Lucia Lamermoor” di Donizetti raccontata dal critico Stefano Jacini

La voce del critico Stefano Jacini, accompagna una buona porzione dello streaming, dando informazioni storiche e tecniche che arricchiscono l’esperienza, permettendo anche a profani dell’Opera di poter seguire il susseguirsi dell’azione ed apprezzarne le sfumature. 

L’orecchio attento infatti non perde l’occasione di far notare come all’inizio dell’opera ci si possa facilmente immedesimare nella tensione del dramma, grazie alle percussioni, che preannunciano qualcosa di indefinito, e i corni che creano il mistero, mentre con l’arrivo in scena di Lucia diventa evidente il contrasto del suono dell’arpa, più leggiadro, con quello degli archi.

In particolar modo in quest’opera, fa notare il dottor Jacini, l’autore Donizetti, dà pieno sfogo al suo estro, regalandoci arie che si susseguono con ritmi decisamente diversi e verso la fine particolarmente guerreschi e ricchi di pathos

Cenni storici

La “Lucia di Lammermoor” di Donizetti, venne presentata per la prima volta a Napoli nel 1835, al Teatro San Carlo, in un’epoca abbastanza burrascosa: di fatti da una parte il teatro era in una situazione economica disastrosa e non pagava i propri impiegati dall’altra la censura aveva bloccato per tantissimo tempo il libretto dell’autore, ritardando di molto la prima che serviva per poter avere qualche guadagno.

Il libretto dell’opera è palesemente tratto dal romanzo di Walter Scott, “La Sposa di Lammermoor” del 1819, ma prende anche molto da altre rappresentazioni dell’epoca.

Lucia il personaggio di Donizetti

La capacità dell’autore, di sviluppare i protagonisti, attraverso la musica e le arie da loro interpretate è però unica nel suo genere. Lucia, la vera stella di tutta la storia, è assolutamente il personaggio più caratterizzato e che cambia maggiormente nel corso degli eventi, purtroppo in peggio. Nel libretto finale del lavoro di Donizetti, infatti, a differenza dell’opera di Scott, si perdono le parti della storia più leggere, in favore del lato profondamente drammatico. 

Laura Galasso

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