E’ bastato uno scatto “rubato” diventato virale, postato su Twitter da Shari Dunaway, neurologa dell’Ohio State Universty Wexner Medical Center, per fare diventare Shiloh una vera e propria star del web. Protagonista della curiosa storia che sta facendo il giro del pianeta un cucciolone di Labrador Retriever color crema, impegnato in ospedale nei reparti dove si utilizza la pet therapy, con lo scopo di portare un sorriso e un po’ di dolcezza a degenti e dipendenti, per abbassarne il tasso di stress causato dalle molte ore di lavoro. 

Il suo dolcissimo sguardo fa il giro del mondo

Shiloh stava posando per lo foto del badge, di routine e obbligatorio per ogni dipendente (anche se a 4 zampe!), ed è diventato nel giro di pochi minuti, il cane per eccellenza. “Il mio ospedale ha assunto un nuovo impiegato e il suo unico lavoro è quello di andare in giro a salutare gli altri mentre lavorano”- aveva “cinguettato” su Twitter la dottoressa, molto divertita. Il Golden appartiene a Mrs. Mary Justice ed è nato il 3 settembre 2017. Inseparabile dall’ orsetto Billie, il suo giocattolo preferito, ha due grandi amici: suo fratello Grady e il gatto, Izzy.

Il programma Buckeye Paws dell’ ospedale

Shiloh in realtà è l’ultimo arruolato e fa parte di una equipe di quattro cani del #BuckeyePaws dell’ospedale. Ma come vengono scelti questi angeli a 4 zampe, per assolvere un compito così importante? Devono avere almeno compiuto un anno, essere in buona salute e avere il libretto delle vaccinazioni aggiornato. I Pet Pals devono essere guidati dai volontari che, a loro volta, devono compilare una domanda, partecipare a un corso di orientamento e firmare un modulo di riservatezza, fondamentale per la privacy dei pazienti. 

La PET THERAPY, una pratica terapeutica dolce

La pet therapy, neologismo anglosassone che indica la terapia dell’ animale da affezione,  è nata nel 1792 in Inghilterra, presso il York Retreat Hospital, dove lo psicologo William Tuke spinse i pazienti psichiatrici a interagire e a prendersi cura di piccoli animali. Questa co – terapia, che affianca i trattamenti più classici, rinforza e coadiuva le cure tradizionali e può essere impiegata su pazienti di qualsiasi età e patologia, con lo scopo di migliorare la qualità della vita e il proprio stato di salute, rivalutando il rapporto uomo-animale.

I benefici su bambini, anziani e disabili

I pets affiancano bambini, anziani, persone con disabilità o disturbi mentali perché interagire con un animale, significa prendersi cura di qualcuno diverso da sé. Accarezzarlo provoca un piacevole contatto fisico e stimola la creatività e la capacità di osservazione. Le recenti normative e la letteratura scientifica riconoscono cani, gatti, cavalli, conigli e asini, gli animali più adatti alla pet therapy.  Per conoscere meglio la struttura dove il dolcissimo Shiloh è operativo, basterà sfogliare il sito del Wexner Medical Center.

Sonja Annibaldi

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