Oltre che quello dell’emergenza Covid-19, il 2020 è stato anche l’anno dei trend  popolari dal successo completamente inaspettato, a lanciarli alcune multinazionali, che sono uscite dal proprio core business.

Lidl, dalle sneakers alla compilation

Il caso scoppia a luglio: la nota catena di discount propone una linea di abbigliamento, firmata dal designer italiano Roberto Guzzonato, che include alcuni capi che richiamano i colori del brand: ciabatte, calzini, magliette e scarpe da ginnastica. Queste ultime, come si era già verificato in primavera nel nord-Europa, vanno letteralmente a ruba, si esauriscono rapidamente e vengono rivendute online a prezzi anche di 20 volte superiori rispetto ai 12,99 euro originali. 

Ma il successo di Lidl non si ferma all’abbigliamento. Qualche mese dopo a scalare le classifiche di Spotify è una compilation di musica concreta dal titolo “Allt annat är olidligt” (Tutto il resto è insopportabile), che include 21 tracce, nelle quali si intrecciano campionature di rumori, segnali delle casse, borse imballate e annunci al microfono. L’album, già in streaming dal 20 agosto 2019, era stato quasi ignorato, ma, dallo scorso 12 dicembre, ha registrato un incredibile aumento di ascolti. Segno che quando un brand conquista la fama, cresce l’attenzione attorno a tutto ciò che fa. 

Ikea, felpe con il codice a barre

Poche settimane dopo a buttarsi nel campo dell’abbigliamento è anche l’azienda svedese produttrice di mobili.  La capsule collection Ikea, che prende il nome di Eftertrada, include una sweatshirt, una borsa in tessuto, una T-shirt, una felpa, un ombrello, un set di asciugamani e una borraccia, decorati con l’inconfondibile logo blu e giallo. La felpa, realizzata in cotone eco-friendly, riporta la scritta Design and quality Ikea of Sweden seguita dal maxi codice a barre della libreria Billy, articolo emblematico del brand.

Microsoft, maglioni brutti per una buona causa

Il colosso statunitense d’informatica ripropone l’idea degli Ugly Sweater, ossia maglioni volutamente brutti e da nerd, che riprendono i temi grafici dei sistemi operativi Windows.

La strategia di marketing, tuttavia, è diversa da quella del passato. Negli scorsi anni, infatti, Microsoft aveva deciso di promuovere i suoi capi tramite l’aiuto di influencer, distribuendoli in edizione limitata ad alcuni giornalisti ed opinion leader selezionati. Stavolta, invece, sono acquistabili online, sul sito Xbox Gear Shop,  al prezzo di settanta dollari americani. Una parte del ricavato, 20 dollari per ogni maglione, sarà devoluta alla Onlus Girls Who Code, nata con l’obiettivo di incentivare il coinvolgimento delle donne nel mondo della programmazione. 

Taffo, la provocazione dei cappotti di legno

La celebre agenzia funebre italiana, diventata famosa per le campagne pubblicitarie irriverenti in un settore finora tabù, ha deciso cavalcare l’onda mediatica sollevata dalle scarpe Lidl.

Il social media manager di Taffo ha infatti pubblicato su instagram un post con la foto di una bara dipinta di rosso, giallo e blu, i colori simbolo del supermercato tedesco, e la didascalia sarcastica: “Non facciamo scarpe, ma siamo bravi nei cappotti. Di legno. E la Lidl muta”, taggando anche  l’account italiano della catena.

Adriana Fenzi

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