Il glamour che caratterizza la celebre maison parigina incontra l’inquietudine tipica delle pellicole del regista e produttore argentino. Insieme danno vita ad un cortometraggio che, in poco più di 7 minuti, racconta il secondo capitolo della collezione primavera estate 2021 del brand.

Lasciate le dune del deserto, che avevano fatto da cornice al precedente show-film, diretto da Nathalie Canguilhem, lo stilista Antony Vaccarello, direttore creativo del brand, ha deciso di affidarsi di nuovo a Gaspar Noé, regista contemporaneo molto discusso per l’audacia delle sue opere sperimentali, che aveva già lavorato per Saint Laurent in occasione del progetto artistico Self, realizzando lo psichedelico mockumentary Lux Æterna, un successo consacrato al festival di Cannes del 2019.

Una narrazione in divenire

A far da colonna sonora è il brano “I feel love” di Donna Summer nella versione rivisitata da Sebastian. La scena si apre con la fuga convulsa di una modella che da un pozzo abbandonato si dirige verso una villa maestosa, avvolta in una fitta boscaglia. La padrona di casa è l’attrice Charlotte Rampling, nei panni di una sacerdotessa dal temperamento enigmatico e inquietante che attende le modelle, sue vittime, per una perfomance all’interno del teatro privato. Battendo il suo scettro contro il pavimento e guardandosi compiaciuta allo specchio, decide che è giunto il momento di dare inizio al suo piano e di convocare al suo cospetto le giovani donne, ormai soggiogate ed intrappolate nella dimora segreta, la stessa che Noé aveva scelto per girare le pellicole Love e Climax.

La regia: mistero e riferimenti alla storia del cinema

Le sequenze, tra oscure foreste e ombre minacciose, richiamano sia il genere noir che lo stile delle più avvincenti detective stories. La clip è accompagnata da rumori di sottofondo che vanno dai respiri affannosi agli squilli di un vecchio telefono a filo, senza dimenticare le sporadiche grida che contribuiscono a creare un’atmosfera tetra, quasi spaventosa, ma allo stesso tempo ipnotica, che  ricorda quella che si respira nel film capolavoro di Kubrik “Eyes wide shut”.

Gli anni 60 nella moda e nel design

Il look scarlatto che caratterizza gli ambienti della villa è un chiaro riferimento alle prime  boutique aperte dal marchio Saint Laurent negli anni ’60. I marmi, i velluti e i broccati dell’arredamento si mescolano ai tessuti leggeri degli abiti lunghi e semitrasparenti e alle piume che decorano jumpsuit e minidress, dando vita ad uno scenario iconografico che rispecchia perfettamente il DNA di Yves Saint Laurent.

Adriana Fenzi

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