La trentaduesima edizione del Trieste Film Festival, la manifestazione cinematografica che raccoglie e presenta lungometraggi, cortometraggi e documentari dell’Europa centro orientale al pubblico italiano, si è svolta in modo diverso rispetto agli scorsi anni. Tutte le proiezioni e gli eventi collaterali, infatti, sono stati organizzati da remoto a causa della pandemia.

Trieste Film Festival: ieri e oggi

I direttori artistici del festival, Nicoletta Romeo e Fabrizio Grosoli, ci hanno raccontato qualcosa delle scorse edizioni e di quella 2021. Quest’anno, infatti, hanno avuto alcune ovvie problematiche derivate dal ripensamento totalmente di una kermesse storica per il formato digitale, ma anche soddisfazioni per l’ottimo riscontro ricevuto sin da subito. Registi, produttori e pubblico, infatti, hanno partecipato numerosi anche a questa edizione svoltasi online.

La cinematografia dell’est Europa

Sono, poi, entrati nel vivo della cinematografia dei paesi dell’est Europa, elencandone le caratteristiche principali e i tratti distintivi. Hanno, poi, approfondito l’iter di selezione delle pellicole presenti nel programma del festival.

Cosa insegna questa edizione del Trieste Film Festival?

Infine, dopo aver parlato del significato degli eventi collaterali alla rassegna, hanno concluso l’intervista con qualche aspettativa e previsione per l’edizione 2021 e per quelle a venire. Dato il successo riscosso quest’anno nonostante l’evento non si sia svolto in presenza, il prossimo obiettivo è capire come incanalare le potenzialità del digitale per poterle integrare all’evento in modo definitivo.

Ringraziamo ancora Nicoletta Romeo e Fabrizio Grosoli per la disponibilità e ci auguriamo di poter tornare presto nelle sale per poter vivere di persona questo festival estremamente importante per una produzione cinematografica, quella dell’Europa centro orientale, che merita molta, molta attenzione.

Valentina Geminiani

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