“Canto un amore tossico”, sottolinea la cantante lucana.

“Sarà un Festival speciale perché al di là di come andranno le cose, darà un segnale di ripartenza.  Non vedo l’ora di ritornare a cantare e di farlo sull’importante palco dell’Ariston, per regalarvi un brano prezioso come ‘Potevi fare di più’”.Arisa, extension nere e unghie laccate lunghissime, si collega via zoom e racconta le sue emozioni con il cuore in mano, a poche settimane dalla gara. Per lei si tratta della settima partecipazione alla kermesse canora che le ha fatto guadagnare già due vittorie, il podio nel 2009 con il brano ‘Sincerità’ (categoria ‘Nuove proposte’) e  ‘Controvento ‘ nel 2014 (Categ. Campioni). Last but non least, la sua presenza nel 2015 nel ruolo non di cantante bensì di co – conduttrice, della 65esima edizione del Festival. 

Come mai hai scelto di proporre un pezzo, scritto da Gigi D’Alessio?

“Quando ho ascoltato ‘Potevi fare di più’, ho trovato un testo assolutamente veritiero. Stimo molto Gigi –  che mi sta anche amichevolmente affiancando nella stesura del prossimo cd – è un uomo sensibile e ha scritto brani meravigliosi che sono entrati già a far parte della cultura popolare. Ha girato il mondo con la sua musica, e io mi voglio avvicinare un po’ di più alla mia terra. Sono nata in Basilicata e se proprio non posso cantare in lucano, allora canto il sud attraverso il genere napoletano, molto vicino alla mia famiglia”.

Ti ritrovi nel testo della canzone? 

“Sì, mi rispecchia parecchio. Io e Gigi ci siamo trovati spesso a chiacchierare delle nostre cose e mi sono emozionata, quando l’ho ascoltata. Credo che gli amori tossici capitino a tutti ma, come si dice, ‘ciò che non uccide, fortifica’”. 

Che messaggio deve arrivare alle donne?

“Quando ci si trova in una situazione che non rende felici, è assolutamente necessario prendersi la responsabilità del proprio disagio, affinché le cose cambino. Si può fare”.

Serata cover?  

“Mi sarebbe piaciuto proporre ’O scarrafone’ di Pino Daniele, ma alla fine ho scelto un altro bellissimo brano che, come ben sai, non posso spoilerare!

Cosa significa per te salire su quel palco, in un anno così particolare?

“Quando qualcosa ti dà tanto, senti il bisogno di restituire. Torno a cantare, faccio il mio mestiere, quindi sicuramente non sarà facile, ma bisogna adattarsi anche alle situazioni più difficili. Dopo tutto noi artisti siamo dei privilegiati e non abbiamo il problema di alzarci la mattina per andare al lavoro, ci viene semplicemente richiesto di salire su un palco e non è certo la fine del mondo! Andiamo, vediamo che succede. Io e il mio staff abbiamo preso una casa per vivere quella settimana tutti insieme, nella massima armonia, cercando di ovviare a tutto quello che ci mancherà, grazie ai nostri canali social”.

Ormai manca poco, sarà un’edizione emozionante…

“Già. Sanremo è una grande macchina e una parte dei lavoratori dello spettacolo possono avere un’occasione importante, per rimettersi in bolla. Tirarsi indietro sarebbe stato un errore”.

Sonja Annibaldi

Fotografie :© Bogdan Plakov 

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