Vilo Vulcano, professione libraio in Bologna. Segni distintivi: assomiglia come una goccia d’acqua a Francesco Bianconi, voce dei Baustelle e al lavoro indossa ogni giorno un papillon diverso. Vilo Vulcano è nei guai. E non perché la sua libreria di soli titoli che non siano best seller boccheggi. Quella è precarietà quotidiana. 

Il fatto è che Vilo Vulcano ha anche una seconda vita. Da investigatore privato. E una sberla di ragazza, Zelda Versalico, è appena uscita dalla bicocca che lui chiama ufficio ricavata nella libreria. A qualche centimetro dalla sua casa. Perché il tipo vive nel locale dove lavora. Le tre cose insieme. Lavoro, ufficio, dimora. Questione di economia domestica.





Incidente od omicidio?

La donna gli ha chiesto di indagare sulla morte del fratello Ludovico, mago con in testa l’ossessione di superare la più famosa collega Prisma e tendere direttamente alla fama di Houdini. La polizia ha rubricato il caso come morte per denutrizione, visto che la vittima si era in solitudine murato vivo in un sotterraneo per un’evasione spettacolare. Evidentemente fallita. La sorella non ci sta, convinta invece che il fratello sia stato ucciso.

Al libraio investigatore il denaro elargitogli fa un comodo pazzesco. Incarico accettato. Si farà dare una mano da un fidato cliente, diventato amico, per tutti l’Orrido, gran panza e centoventi chili in bilancia, Harley-Davidson, musica, libri e bellissime ragazze accanto. 





Un’indagine dentro l’altra

L’investigazione raccontata in Prisma (TEA, 224 pagg., 14 euro) da Gianluca Morozzi non si avvale soltanto del racconto diretto allo svelamento di com’è morta una persona. Quella c’è tutta è chiaro, avvincente nel consueto linguaggio dello scrittore bolognese, abile a condensare in una sola storia più profili narrativi in uno stile divertente per l’assurdità degli attori che popolano le sue pagine (e qui ce ne sono di veramente fuori dai confini di una capoccia comune) e l’abilità a presentare ben strane situazioni irrisolte che contaminano successive non meno bizzarre. 

C’è pure uno sviluppo dell’indagine in pasto agli appassionati del giallo (la quadra del tutto è addirittura ingegnosa per chi ha palato fino). Ma Prisma è anche un’ode all’escapologia e alla letteratura. Senza scendere troppo nei sotterranei della lettura.





Vilo Vulcano forever and ever

Due mondi che anelano alla fuga, alla liberazione dei corpi e delle menti, all’evasione da una realtà che ormai percepiamo soltanto nella sua accezione sensibile. Morozzi è il gran Mangiafuoco del suo incantevole teatrino dove manda in scena un’umanità colorata d’arcobaleno per quanto fuori dalla logica ordinaria. 

Le imprese di chi gioca col fuoco dell’illusione e la vita impressa su carta di libro nei tanti titoli che gravitano nel romanzo ci arrivano quali vie d’uscita la cui dose di pericolo è proporzionale all’alea che siamo disposti ad affrontare se vogliamo uscire dalle nostre certezze.

Vilo Vulcano, personaggio azzeccatissimo e per fortuna solo all’inizio di una prossima carriera narrativa, ha un padre di penna che ai suoi santi offre vino e buona musica. Infatti lo ha creato curioso quanto basta per mandarlo a combattere a mani nude una tromba d’aria. Di questo ne siamo piuttosto convinti. E per questo aspettiamo presto la nuova avventura. Prosit. 

Corrado Ori Tanzi

Prisma di Gianluca Morozzi
Prisma di Gianluca Morozzi
Prisma di Gianluca Morozzi
Prisma di Gianluca Morozzi
Prisma di Gianluca Morozzi Prisma di Gianluca Morozzi Prisma di Gianluca Morozzi Prisma di Gianluca Morozzi





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