ANCCI, l’Associazione Nazionale Circoli Cinematografici Italiani, in co-organizzazione con ACEC, l’Associazione Cattolica Esercenti Cinema, ha deciso di lanciare nel mese di marzo –dedicato alla Donna – l’iniziativa “Protagoniste. Le Donne del cinema tra identità e sguardo”, che punta l’attenzione sul cinema fatto e vissuto dalle donne che esiste, pur non trovando adeguati spazi di visibilità nel discorso pubblico mainstream.

La serie di eventi, che si terrà per ovvi motivi pandemici on demand, si articolerà in una serie di appuntamenti con cadenza mensile, che accompagneranno lo spettatore da marzo a novembre.

Attraverso video saggi e video interviste sarà realizzato un viaggio cinematografico sulla condizione e l’emancipazione della Donna.

L’ evento di lancio

Nell’evento di lancio, tenutosi il 15 marzo, il Segretario Generale di ACEC, Francesco Giraldo, ed alcuni critici cinematografici di Filmcronache – Anna Maria Pasetti, Paolo Perrone, Arianna Prevedello e Francesco Crispino – hanno svelato il ricco programma e le “protagoniste”. 

Ad accompagnare il tutto, numerose registe, attrici e produttrici, hanno conversato con la stampa delle loro esperienze e di come sarebbe necessario parlare ancor di più di parità di genere anche nel mondo del cinema.

La dichiarazione di Massimiliano Eleonori, presidente ANCII

Dall’iniziativa ‘Half of it’ alle linee direttrici del Recovery Plan italiano per l’utilizzo dei fondi di Next Generation EU emerge con chiarezza l’esigenza di puntare sulla valorizzazione delle donne in tutti gli ambiti professionali, a partire dalle sedi e dai luoghi decisionali. Con questa iniziativa vogliamo offrire un contributo qualificato al dibattito sulla parità di genere, che è al centro dell’agenda nazionale ed europea” così interveniva Massimiliano Eleonori, in una delle dichiarazioni in merito alla creazione della manifestazione.

La conferenza stampa: Astrid De Berardinis, Vicepresidente Women in Film, Television & Media Italia e TV Distribution di ViacomCBS

Nell’intervenire durante la conferenza stampa, Astrid De Berardinis, vicepresidente di Women in Film, ha parlato di come sia per questa serie di eventi, sia loro come associazione, lavorino per andare a decostruire gli stereotipi di genere. 

Nel farlo, si sono rese conto del fatto che riconoscere gli stereotipi, aiuta a combatterli ed a non perpetrarli più. Sul loro canale Youtube, inoltre, hanno preparato dei brevissimi video, “pillole”, utili per lo scopo ed in cui iniziano ad introdurre due filoni principali: quello del linguaggio e quello dei numeri. 

Nel trattare il linguaggio come mezzo comunicativo, si è messo in luce quanto influenzi la costruzione dell’immaginario, e proprio per questo sia necessario riuscire gradualmente a cambiarlo, mentre per quel che riguarda i numeri, si è parlato proprio dei dati riguardanti l’occupazione delle donne, fuori e dentro il mondo del cinema. Ad esempio, all’interno della giuria dei David di Donatello, le donne sono la netta minoranza. Per non parlare delle registe in gara, che praticamente spariscono di fronte al gran numero di colleghi uomini.

Antonietta De Lillo, regista ed autrice

Luigi Fulci è il personaggio di cui tratterà nel suo prossimo lavoro. Un uomo scomodo e difficile di cui parlare. Nell’intervento, ha messo in luce quanto ci sia bisogno di più giustizia di genere, ma anche sociale. Attraverso una riflessione su di noi si può fare una riflessione che si allarga, anche per questo apprezza molto il lavoro di Women in Film, perché include gli uomini nel discorso e fa sì che si prendano la loro dose di responsabilità.

Parlando di donne che creano contenuti, ha dichiarato di ritenere che le donne abbiano un doppio compito: esserci ed esserci con i modelli culturali delle donne

Alina Marazzi: regista, documentarista e giurata dei David di Donatello 

Con Alina Marazzi, il discorso è volto sia sul suo ruolo all’interno della giuria dei David di Donatello, ovvero come fare a portare le tematiche di genere in un mondo prettamente maschile, ma è uscita fuori un’interessante digressione sul fatto che le donne creino più documentari.

Alla fine del discorso si è evidenziato come la motivazione sia di budget, i documentari vogliono meno fondi, sia di autogestione ed autoproduzione.

Laura Galasso

5 pensiero su ““Protagoniste. Le donne del cinema tra identità e sguardo”: una serie di eventi per la parità di genere fuori e dentro il mondo dello spettacolo”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *