In occasione di Art Basel 2021, dal 24 al 27 marzo, Cardi Gallery, la galleria con sede a Londra e Milano, ha raccolto le opere, prodotte tra il 1966 e il 2010 da otto artisti italiani di fama, in una selezione intitolata Pioneri della terra e dei cieli.

I protagonisti sono talenti che hanno avuto un ruolo nella trasformazione dell’arte contemporanea, allontanandosi dall’uso dei linguaggi tradizionali e sfidando il rapporto tra spettatore e arte.

Mimmo Rotella, verso la fusione di diversi linguaggi

Durante la sua carriera, ha sviluppato diverse tecniche per superare i limiti della pittura: il décollage negli anni ’50, l’emulsione fotografica e l’artypo nei ’60 e il blank negli ’80. La Diva (1963) è un esempio di emulsione fotografica, in cui la tela si trasforma in una superficie su cui proiettare immagini. Il suo vocabolario visivo attinge dalla cultura pop, dalle icone del cinema, dalla pubblicità e dalla cronaca. 

Alberto Biasi e gli scarti della produzione industriale

Rivoluziona il concetto di pittura attraverso l’assemblaggio di materiali di scarto recuperati dalle fabbriche. La sua opera Drops in Lewisham (1974) riproduce la sensazione di gocce tremolanti attraverso un processo cinetico virtuale in cui strisce di PVC e acrilico sono animate dal movimento dello spettatore, creando forme che guidano lo sguardo. 

Michelangelo Pistoletto, opere riflesse

A caratterizzare la sua produzione artistica sono i quadri specchianti come Uomo dal cappello giallo e verde (1973), dove lo spettatore diventa parte integrante del dipinto. Lo specchio funge da ponte tra l’opera e la realtà hic et nunc.

Mario Merz, la quotidianità sconfina nell’opera

È ciò che accade in Untitled (1983), dove questa funzione è esaltata da una lancia leggera che trafigge una tela privata del telaio. Questo lavoro richiama una forma simile a un gufo, tratta dal  bestiario dell’artista.

Alighiero Boetti, l’arte come lavoro di squadra

In Cieli ad Alta Quota, del 1988, l’artista rinuncia a parte della propria autorialità per seguire un approccio collaborativo, che vede colleghi artisti e dilettanti coinvolti nel disegnare aeroplani sullo sfondo dei cieli d’alta quota. 

Jannis Kounellis, pittura e scultura insieme

Mensola, del 1980, è un’opera che mette in discussione le basi dell’Arte Pura e reinventa il linguaggio della scultura classica e della pittura; la tela è sostituita da una lastra di ferro con mensole, sulla quale è collocata una collezione di teste in gesso. Le sculture sono frammentate o macchiate di pittura e gli stracci imbevuti di colore. Sono presenti anche alcuni vetri rotti. 

Mimmo Paladino, l’emozione nella quiete

Un atteggiamento diverso è dimostrato dal silenzioso neo-espressionismo di Untitled (2010), una grande opera su tela che raffigura un colorato tableau a tecnica mista di elementi figurativi, forme geometriche e motivi decorativi, la testa umana rappresentata sia di profilo che frontalmente, una casa stilizzata e il numero 1. Le opere di Paladino sono intrise di un misticismo legato alla terra, radicato nella cultura italiana, ma al tempo stesso con un’attitudine ultraterrena.

Adriana Fenzi

Pistoletto
Pioneers Cardi Gallery
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