Grazie anche ai nuovi media da tempo gira sul web un filmato del 1964 (ripreso dalla trasmissione della RAI “Questo o quello”) in cui Giorgio Gaber, Enzo Jannacci, Lino Toffolo, Otello Profazio e Silverio Pisu cantano “Addio Lugano bella”, canzone scritta da Pietro Gori nel 1895 e considerata uno degli inni dell’anarchismo e in qualche modo anche una canzone d’amore verso la propria patria. Quattro interpreti della cultura popolare italiana che portano in televisione un messaggio sociale, che poteva essere visto come estremo in quegli anni, ma che oggi non sarebbe possibile presentarlo.

Un editore “illuminato”

Da parecchi anni l’editore romano Squilibri si sta muovendo (seguendo gli insegnamenti dei fondatori della moderna etnomusicologia italiana, da Diego Carpitella a Roberto Leydi, da Ernesto De Martino ad Alberto Mario Cirese), nel riportare alla luce, valorizzare, promuovere ricerche riguardanti il passato e il presente delle musiche di tradizione nazionali e internazionali. Avendo un occhio di riguardo per le differenti possibilità di riuso dei repertori popolari, dal cosiddetto folk revival alle più contemporanee ibridazioni con altri generi musicali.

Idee e canzoni senza tempo

All’interno di questo solco “storico-musicale” si pone il libro (corredato da un cd) “Storie e amori d’anarchie: le canzoni e gli avvenimenti che raccontano un’idea di libertà e di rivolta”, edito appunto da Squilibri (pagg. 280, € 25,00), nella collana “I libri del Club Tenco”. Il volume (come anche le scelte musicali) è stato scritto da Sergio Secondiano Sacchi – architetto con la passione della musica -, e illustrato con i disegni di Sergio Staino, – storico disegnatore per “L’Unità”, entrambi nel direttivo del Club Tenco di Sanremo.

Il percorso

Libro e cd sono legati a doppio filo: uno giustifica l’altro. Lo spunto è nato dallo spettacolo, “Cançons d’amor i d’anarquia, andato in scena per la prima volta al Teatre Joventut di Barcellona, per poi essere ripreso anche in Italia. L’intenzione era di raccontare, in 21 canzoni, avvenimenti, idee e personaggi che hanno sostenuto l’idea di libertà e rivolta cari alle istanze anarchiche. Partendo da questo si è costruito un percorso storico, facendosi condurre dalle vicende evocate nelle canzoni, che dalla Comune di Parigi arriva fino ai giorni nostri, dove protagonisti sono proletari, gente comune, il più delle volte sconosciuti ma anche entrati nella mitologia rivoluzionaria, come Joe Hill, Pietro Gori, Giuseppe Pinelli, Sacco e Vanzetti, Buenaventura Durruti.

Le canzoni e gli interpreti

Come si è detto i brani proposte nel cd fanno da colonna sonora al testo del libro, e vedono nella tracklist brani molto famosi, reinterpretati da musicisti più o meno noti. Tra le canzoni presenti si possono annotare “L’inno della rivolta” (interpretata da Julyen Hamilton & Scraps Orchestra), “La bande à Bonnot” (Anna Roig), “El señor Buenaventura” (Juan Carlos Biondini e Vittorio De Scalzi), “Gorizia tu sei maledetta” (Olden), “Joe Hill” (Wayne Scott), “Addio Lugano bella” (Peppe Voltarelli e Olden) e le corali (perché coinvolgono tutti gli artisti presenti nel progetto, sia quelli citati che molti altri), “A las barricadas” e “Here’s to you”. Ultima citazione dovuto è per “La locomotora”, versione in catalano del brano di Francesco Guccini.

Riccardo Santangelo

Disegni Staino1
Sergio Sacchi a colori (Foto Roberto Molteni)
Disegni Staino2
Sergio Sacchi e Sergio Staino (foto Roberto Molteni)
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Disegni Staino1 Sergio Sacchi a colori (Foto Roberto Molteni) Disegni Staino2 Sergio Sacchi e Sergio Staino (foto Roberto Molteni) cop-anarchie

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