Se c’è un luogo dove la musica è sempre stata una “essenza viva”, senza voler sminuire le altre parti del nostro paese, questo è il sud d’Italia. E in esso Napoli è uno dei più attivi. La canzone napoletana ha origine antichissime, e nei secoli si è trasformata mischiandosi, imbastardendosi e contaminando tutto ciò con cui veniva in contatto. Ma sarebbe lungo affrontare questo tema. Sta di fatto che a essa si ispirano ancora tutti.

L’attrazione di Napoli

A questo fascino culturale non si è sottratto Canio Loguercio, architetto, musicista, poeta, performer, nato a Campomaggiore (Potenza) ma partenopeo d’adozione. Qui si forma e inizia la sua carriera negli anni ’80, divenendo negli anni successivi l’esponente più importante della “Vesuwave”, realizzando molti progetti di notevole spessore artistico. Finalista a tre diverse edizioni del Festival della Canzone d’autore di Recanati, e vincitore della Targa Tenco come miglior album in dialetto nel 2017 con il disco “Canti, ballate e ipocondrie d’ammore” (realizzato con Alessandro D’Alessandro).
A distanza di tre anni (perché il disco è uscito alla fine del 2020, ma era già pronto qualche mese prima), Loguercio torna con “Ci stiamo preparando al meglio”, album edito da Squilibri. 

Un titolo benaugurante

“Chissà, forse, spero che ognuno di noi possa avere davanti a sé qualcosa di meglio che accadrà domani o fra un minuto e, in ogni caso, in questo lasso di tempo, magari con una canzone a fargli compagnia”. Così lo stesso Loguercio spiega la scelta del titolo, forse poco consono con i tempi che stiamo vivendo, ma che, come poi viene espresso dalla canzone omonima che apre il disco, guarda al futuro con ottimismo, forse con una vena di malinconia, tuttavia con l’aspettativa in un mondo migliore.

Le canzoni e le collaboratrici

Per questo album Loguercio ha coinvolto una serie di donne che hanno duettato con lui, sia in italiano che in napoletano: Sara Jane Ceccarelli, Monica Demuru, Giovanna Famulari, Brunella Selo (con la figlia Carolina Franco), Flo, Barbara Eramo, ‘Mbarka Ben Taleb, Laura Cuomo.
L’artista sceglie di includere nel disco brani di sua scrittura (come la title track, “In un punto lontano”, “Tienimi forte le mani”, “Luntano ammore”, rielaborazione di una canzone già pubblicata precedentemente), e altri presi dalla tradizione popolare: “Quando vedrete il mio caro amore” (pezzo scritto nel ’63, arrangiato da Ennio Morricone, e cantato in origine da Donatella Moretti), “Core ‘ngrato” (brano celeberrimo della canzone napoletana, qui presentato in maniera intima), “Incontro” di Francesco Guccini (forse una delle canzoni d’amore più struggenti e insolite). Il disco si chiude con il brano “Mia cara madre” (rielaborazione di “Lacreme napulitane”, scritta nel 1925): una canzone corale dove si alternano 8 voci e l’incedere musicale è affidato alla Banda Basaglia. Il tema è quello dell’emigrazione e al testo originale di Libero Bovio seguono le parole di persone provenienti da Tunisia, Senegal, Ecuador, Sri Lanka, Costa d’Avorio.
Un disco che nelle scelte musicali e di contenuto fa riflettere, perché ci si può trovare l’intimità di tutti noi, la nostalgia, ma anche la speranza.

Riccardo Santangelo

Fotografie : ©Marcello Merenda, ©Andrea Boccalini, ©Riccardo Siano

- NAPOLI 27 SET 2019 - Volti di Napoli Canio Loguercio cantante
Canio Loguercio foto di scena Mia cara madre_b
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