“Ride or Die” è un film drammatico – thriller psicologico giapponese, in cui si interseca una storia d’amore LGBT+, scritto da Nami Sakkawa e diretto da Ryuichi Hiroki, girato nel 2020 in piena Pandemia da Covid 19, con tutte le difficoltà ovvie del caso.

Ad interpretarlo attori ed attrici del calibro di Kiko Mizuhara (metà americana e metà coreana cresciuta in Giappone) e Honami Sato, molto conosciute al pubblico nipponico.

Il film è basato sulla serie manga Gunjō di Ching Nakamura, il cui inizio di pubblicazione era stato nel 2007, ed è stato lanciato a livello mondiale da Netflix il 15 aprile 2021.

Sinossi del film

Nata e cresciuta in una famiglia benestante, Rei (Kiko Mizuhara) ha vissuto una vita senza che le fosse fatto mancare nulla.

Un giorno viene a sapere che la ragazza di cui si era innamorata al liceo è ritornata ad abitare nella sua stessa zona. Le due decidono di vedersi, ma la felicità presto lascia spazio all’orrore: Nanae (Honami Sato), si presenta coperta di lividi inflitti dal marito violento. 

Quando Nanae confidandosi, dice a Rei che si sente messa alle strette e teme per la sua vita, l’altra afferma: “Tuo marito dovrebbe scomparire” e quindi Nanae borbotta: “Allora lo ucciderai tu per me? “. La decisione della prima di aiutarla a mettere fine, in maniera totale, alle sue pene, causerà l’inizio della loro fuga, nel corso della quale i sentimenti vicendevoli delle due si acuiranno.

Il riadattamento dal manga

È evidente, fin dalle prime pagine del manga, sia dalla sinossi del film che questa è una storia d’amore tra due donne in bilico di fronte ad un dilemma etico: una che uccide per amore, e che dovrà portare il peso di quello che ha fatto, e l’altra che l’ha resa un’assassina per salvarsi.

Il road movie che ne scaturisce, descrive la fuga senza meta delle protagoniste ed il viaggio caotico che ne è derivato le porterà ad un modo di amare più sano e fuori dalla logica di violenza in cui erano entrambe cadute in un modo o nell’altro.

Ma quale è stato l’iter per passare da un prodotto fumettistico ad uno adatto allo schermo? 

L’abilità di costruire, di raccontare storie e di scavare in profondità nella psiche dei personaggi è ancora più impressionante, considerando che l’artista, quando iniziò il manga, aveva solo 22 anni. Non sorprende, data la forza dei suoi disegni e del suo messaggio che, anche dopo che la sua corsa quinquennale si è conclusa, questo capolavoro è ancora molto amato dai fan.

Da quando il fumetto originale ha iniziato a circolare, innumerevoli registi hanno cercato di adattarlo allo schermo. Tuttavia, il progetto non era mai stato realizzato a causa della difficoltà di esprimere il potente immaginario della travolgente abilità artistica del fumetto originale, raffigurante spesso violenza e sesso intensi, oltre ad adattare una storia che comprendeva 35 capitoli in un unico film.

La storia ha potuto prendere vita grazie a Netflix, al regista ed al cast messo insieme, in grado di superare magistralmente le difficoltà che il riadattamento poteva portare.

Laura Galasso

Fotografie : Cr Aiko Nakano/NETFLIX © 2021

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