Solo “Comedia”. Inizialmente Dante volle intitolarla solo così, senza aggettivo che venne aggiunto solo nel 1555 (circa 250 anni più tardi) in un’edizione a cura di Ludovico Dolce, e stampata da Gabriele Giolito de’ Ferrari, riprendendo un’attribuzione che Boccaccio fece nel suo “Trattatello in laude di Dante”, scritto circa 50 anni dopo al libro del sommo poeta. Ma forse questo lo sappiamo tutti. E tutti noi abbiamo ricordo indelebile (come se fosse una sorta di tatuaggio) delle ore passate a studiarla. D’altro canto tra le poche cose che uniscono noi italiani, è quella di essere figli (o nipoti, visto che si parla di molti secoli fa) della lingua “inventata” da Dante.

L’attualità della “Commedia”

Lasciamo l’ardua sentenza agli storici, se Dante fosse o no consapevole della rivoluzione (e non solo linguistica) che stava operando. Sicuramente da allora la visione del mondo a dovuto confrontarsi con essa, arrivando ai nostri giorni con un’attualità sconvolgente. E per questo che pare scioccante che solo nel 2017 si è iniziato a parlare di una giornata dedicata alla “Divina Commedia”; progetto che si è poi realizzato due anni più tardi, con l’istituzione del “Dantedì” che convenzionalmente si è fissato al 25 marzo, giorno in cui molti ritengono abbia avuto inizio il viaggio narrato nel libro.

Una iniziativa dal Molise

Così anche quest’anno Dante e la sua “Commedia” hanno dato lo spunto per la realizzazione (purtroppo ancora senza pubblico) di innumerevoli appuntamenti. Tra i tanti spicca il progetto “Umana Commedia”, di Fondazione Molise Cultura, con la lettura online dal Teatro Savoia di Campobasso di 33 canti (11 per ogni cantica). L’inizio della “maratona” è già avvenuto l’8 aprile scorso con la lettura dei canti dell’Inferno (ancora in corso). Il 29 maggio inizierà quella del Purgatorio e dal 13 settembre il Paradiso.

Una persona, una cantica

L’idea chiave del progetto, sottolineato anche dal titolo di “Umana Commedia”, è quello di affidare la lettura alla gente comune: a chi in questo momento è in difficoltà o si adopera per gli altri, come il personale sanitario che combatte in prima linea. Ma a loro si alterneranno anche  studenti, professionisti, imprenditori, uomini di Chiesa. Rendendo così il viaggio di Dante ancora più legato al cammino di vita di ognuno di noi.
“L’importanza del progetto consiste – dichiara Antonella Presutti, Presidente di Fondazione Molise Cultura – nel recuperare l’umanità del Poeta, rendendola attuale ed operante e incarnandola nella società tutta, da chi in essa è integrato a chi vive ai margini. Ciascuno, individuando alcuni versi dei 33 canti selezionati, darà voce alla propria esperienza di vita e al nesso tra le emozioni provate e il racconto del viaggio dantesco.”

Dove si può seguire l’“Umana Commedia”?

Come si è detto il progetto andrà avanti fino all’autunno, e sarà visibile sul sito di Poietika Art Festival (http://www.poietika.it) e Fondazione Molise Cultura (www.fondazionecultura.eu). A oggi sono disponibili online le letture del Canto I (letto da Don Franco, parroco della chiesa di San Paolo di Campobasso), Canto III (letto da Flavio Brunetti, ingegnere, artista e docente ordinario di Topografia) e Canto IV (letto da Ilham Soufi, studentessa). Prossimi appuntamenti saranno il 22 aprile con la lettura del Canto V da parte di Veronica Spinosa (professoressa e imprenditrice), il 24 aprile con il Canto VI da parte do Pasquale Palange (Studente), e il 29 aprile con il Canto X da parte di Raffaello Lombardi (attore).

Riccardo Santangelo

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