Le piazze Italiane dal 15 maggio fino ad arrivare a praticamente giugno con Torino, si faranno palco delle richieste per un riconoscimento, per la parità e per l’ inclusione della comunità LGBT. Bisogna ricordare che il 17 di questo mese per la comunità LGBT (lesbiche, gay, bisessuali, transgender, solitamente accompagnato da un più od un asterisco per indicare tutte le sfumature della comunità) è una data di importanza fondamentale: si ricorda, infatti, la depatologizzazione dell’omosessualità e della bisessualità, del 17 maggio 1990.

L’ importanza di nuove leggi

Con questo cappello introduttivo in testa, è ben noto alle cronache il fatto che si stia discutendo il disegno di Legge Zan per andare ad ampliare la Legge Mancino, introducendo alle già previste aggravanti, quelle date dalla discriminazione sulla base del sesso, del genere, dell’orientamento sessuale e della disabilità.

Le associazioni e le realtà che hanno ideato i presidi, più di 100, hanno riconosciuto l’importanza di avere una Piazza Nazionale condivisa, Roma, ma non per questo hanno rinunciato al riempire anche i territori, dalla più sperduta provincia, fino a capoluoghi la cui importanza è riconosciuta normalmente.

Piazza del Popolo, Roma: intervengono tante voci, tra cui anche il relatore Alessandro Zan

La piazza collettiva, è stata costruita nell’ottica di considerare il disegno di legge un punto di inizio per portare avanti le istanze di un movimento e di persone che ancora hanno bisogno di tanti riconoscimenti: partendo dalla banale “esistenza”, con le istanze delle persone bisessuali, fino ad arrivare alla necessità di un’educazione inclusiva e femminista che parta fin dalla scuola.

Nel suo intervento, il relatore Alessandro Zan, di fronte a migliaia di persone, ha dichiarato: “Questa è una legge che vale per tutti. Noi non siamo una minoranza da tutelare, non siamo dei panda da tutelare, siamo dei cittadini colpiti solo per la loro condizione personale. I crimini d’odio sono insidiosi, odiosi, che colpiscono le persone solo perché esistono. Questo non è degno di un paese civile. Tutti possono essere vittime dei crimini d’odio. Anche coloro che stanno ostacolando questa legge, solo per ottenere un po’ di consenso elettorale. (…) Facciamoci una promessa, dopodomani, celebreremo la giornata mondiale contro l’omotransfobia. Che sia l’ultima che celebriamo senza una legge contro i crimini d’odio”.

Le voci del presidio hanno continuato ad alternarsi per circa 3 ore, in cui hanno preso voce anche diverse vittime di aggressioni violente di stampo omofobico.

Le dichiarazioni delle associazioni

Tra le varie dichiarazioni, citate anche negli eventi che si terranno nei prossimi giorni, si evidenzia soprattutto l’importanza del pieno riconoscimento della genitorialità, la necessità di servizi pubblici che siano in grado di rispondere alle esigenze di tuti, politiche del lavoro e allargamento del welfare in grado di garantire dignità ed autodeterminazione ed una grossa digressione sui consultori ed i centri antiviolenza, argomento caldo degli ultimi tempi: si legge infatti dal comunicato, quanto sia importante il fatto che mantengano la loro autonomia e che si attrezzino nel ricevere anche persone LGBTQIA+, garantendo la piena applicazione della legge 194/1978.

Laura Galasso

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