Teresa Fernández Herrera autrice di “FLAMENCOS Conversaciones con artistas” è una nota giornalista spagnola e scrittrice. Durante il suo percorso ha trattato vari argomenti su giornali nazionali e internazionali come l’ ecologia, la cultura, la spiritualità fino a d approdare al Flamenco. Nel 2019 è diventata Direttore Generale per l’ Agenzia mondiale della Stampa della della categoria Cultura del Flamenco. Per due anni di seguito, il 2019 e il 2020, ha vinto il premio come migliore giornalista a livello mondiale della stampa specializzata relativa al Flamenco. La sua passione e introspezione le hanno fornito gli strumenti per addentrarsi nel magnifico mondo del Flamenco e riuscire a comprenderne i variegati livelli e diversità che lo compongono.

“FLAMENCOS Conversaciones con artistas”

“FLAMENCOS Conversaciones con artistas” è un’ opera composta da 32 interviste ad artisti di fama mondiale, patriarchi veterani e giovani emergenti che già calpestano i palcoscenici internazionali, divisi in undici capitoli in cui gli artisti sono raggruppati per aree geografiche di provenienza. Teresa ha scelto questa suddivisione perchè è riuscita a comprendere che la storia, le migrazioni, le contaminazioni e molto altro hanno influenzato il Flamenco modificandolo profondamente, essendo esso stesso tessuto connettore e anima delle radici culturali e dello spirito umano. Il Flamenco è una rappresentazione delle sensazioni ed emozioni, della realtà e della storia, delle differenze e delle unioni, dei problemi e delle soluzioni, di ognuno di noi e di tutta l’umanità. In “FLAMENCOS Conversaciones con artistas”, è presente, anche l’ intervista a Antonia Jiménez, per molti anni considerata l’unica chitarrista di flamenco donna. Teresa Fernández Herrera è riuscita, con questo libro, a creare una sociologia del Flamenco, un libro che tutti dovrebbero leggere per capire chi siamo, da dove veniamo e dove potremmo andare.





Teresa sei una giornalista affermata e ha trattato di vari argomenti prima di arrivare all’ incontro giornalistico con il tuo grande amore : il Flamenco, per cui hai raggiunto i massimi livelli, infatti sei stata premiata per due anni di seguito come la migliore giornalista della stampa specializzata sul Flamenco. Potresti raccontarci il tuo percorso e come pensi che questo abbia influito nel comprendere e raccontare il Flamenco? Pensi che la tua sensibilità e la tua esperienza ti siano stati utili per carpire più profondamente di altri questa forma darte?

Cara Chiara, non sono per niente ai massimi livelli. Mettiamola così: mi sento un apprendista avanzata che ha lavorato duramente sul flamenco per così poco tempo, sei anni. Il risultato finora è FLAMENCOS Conversaciones con artistas. (Conversazioni con artisti) Quindi, la mia influenza sulla comprensione dell’arte del flamenco, spetta ai lettori deciderla. Posso dire che è un ottimo libro didattico, che insegna molto su tutti e tre i pilastri del Flamenco, cantare, suonare e ballare; e che penetra profondamente nei sentimenti dei trentadue artisti interessati, nonché nelle loro opinioni su molti argomenti della vita e della società. Rispetto alla tua seconda domanda, penso sinceramente che la mia sensibilità mi abbia aiutato ad approfondire la mia comprensione di questa forma d’arte e quindi ha arricchito la mia esperienza. Ad ogni modo, sono ben consapevole dei miei limiti fino ad ora. C’è così tanto da imparare su qualcosa che è inesauribile.

Nel tuo libro “ FLAMENCOS Conversaciones con Artistas” vengono raccolte trentadue interviste che hai realizzato tra il 2017 e il 2020, quale è la motivazione che ti ha portato a realizzarlo?

Oh, questo richiede una risposta complessa. Qual è stata la mia motivazione quando ho deciso di fare la mia prima intervista? Probabilmente, dopo due anni passati a scrivere recensioni, mi sono sentita pronta per iniziare una comunicazione diretta con gli artisti. E poi, probabilmente, ho scoperto che attraverso queste conversazioni, mi si apriva un mondo nuovo e inesauribile di apprendimento sull’argomento. L’idea di un libro è nata più tardi e la sua struttura riguardante le zone delle origini e le diverse caratteristiche del canto, del gioco, della danza, ecc., Molto più tardi, con il lockdown. Molto complesso. Probabilmente ora, con l’esperienza di diverse presentazioni di FLAMENCO, potrei visualizzare non uno, ma due libri. Chissà?

Leggendo il tuo libro, Teresa,  si è in grado di addentrarsi e “vivere” le radici più profonde che fanno da colonna portante del Flamenco, la visceralità e l’ altissimo valore culturale, potresti raccontarci come veniva vissuto il Flamenco nel passato e come lo è oggi?

Lasciate che vi dica prima di tutto che se queste forme d’arte avessero avuto origine, diciamo, nel sud della Francia, gli inizi sarebbero stati probabilmente molto simili, ma gli sviluppi successivi, in particolare quelli della seconda metà del secolo scorso, per quanto riguarda il coinvolgimento nazionale e la successiva diffusione internazionale sarebbe stato molto diverso. Molto meglio, intendo. In Spagna, sembra, che abbiamo una gene che tende a disprezzare i nostri valori. Come spiegare, altrimenti, che un’arte spagnola così esclusiva, diversa da tutte le altre manifestazioni di canto, chitarra, danza e percussioni, comprese le mani percussioni (compás), sia ancora oggi più apprezzata all’estero che nel paese in cui è nata? Quasi undici anni fa l’UNESCO nominò il Flamenco Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, quando quest’arte, unica nel trasmettere le emozioni umane più profonde, gioia e dolore, amore e crepacuore, fortuna e miseria, ecc., Era già noto da molti anni. e apprezzato almeno in tutta Europa e nel continente americano. È vero che oggi lo status del Flamenco in Spagna è molto più alto di cinquant’anni fa, ma ancora, ad esempio, i Tablaos Flamencos chiusi dal lockdown stanno ancora aspettando il ritorno dei turisti internazionali, perché gli amanti del flamenco spagnolo vanno a spettacoli teatrali di flamenco, non ai tablao. Qualche storico, chiuso per sempre. Alcuni altri stanno iniziando ad aprire nei fine settimana, cercando di attirare seguaci di flamenco.





Le interviste sono suddivise per aree geografiche, potresti raccontarci come i luoghi e la storia hanno influito sull’ evoluzione del flamenco e quanto queste differenze segnino delle linee di demarcazione chiare e significative?

Un’altra questione molto complessa. Si suppone che le prime migrazioni zingare nelle aree del sud-ovest della Spagna abbiano coinciso con una legge emanata dai Re Cattolici che vietava la vita nomade. Così le tribù nomadi zingare si stabilirono intorno alle grandi tenute lungo il sud-ovest della Spagna, i cui proprietari non solo offrivano loro lavoro ma protezione dalla persecuzione etnica. Ciò è particolarmente evidente nel triangolo Jerez de la Frontera, Lebrija e Utrera. Ed è emerso nel primo canto con testi popolari sui dolori e le gioie delle loro vite … Le aree costiere atlantiche, Cadice e i porti, sono state segnate dalla nuova terra scoperta , L’ America, come un’apertura a un nuovo mondo; Siviglia più o meno allo stesso modo, poiché il fiume Guadalquivir era un importante porto fluviale di partenza e di arrivo da e per le Americhe, e anche la vita di grandi insediamenti immobiliari (cortijos). Granada era diversa, la drammatica perdita della cultura nazari, ha segnato l’espressione del canto e tutto il resto. E così via

Il Flamenco racconta valori e contrasti di ieri ma che, molte volte, sono ancora presenti oggi come la libertà, il razzismo, il ruolo della donna e molto altro,  nel tuo libro vengono esposti attraverso i vari punti di vista influenzati dal vissuto dei protagonisti, pensi che ci sia stata un’ evoluzione e un cambiamento oppure credi che le trasformazioni siano infinitesimali? Come si ripercuotono sul Flamenco stesso negli anni?

È vero che le artiste intervistate in FLAMENCOS si riferiscono a esperienze personali di essere state discriminate come artisti in misura maggiore o minore; o riguardante le loro madri, zie, nonne, ecc., Ma in realtà questo non è esclusivo del flamenco, questo è stato un comportamento sociale inclusivo nella società che riguarda donne, artisti o meno. E non solo in Spagna, in realtà questo è stato un atteggiamento sociale in tutta Europa e oltre. È vero che oggigiorno questo è piuttosto residuale, il ruolo sociale delle donne oggi è molto diverso, il loro empowerment è visibile in tutti i campi della società. Il flamenco è uno di questi campi e quindi l’empowerment così come i residui atteggiamenti macho si riflettono bene nel libro.





In “ FLAMENCOS Conversaciones con Artistas” si può comprendere come questa Arte sia l’ emblema della contaminazione e della capacità di fondere due culture per creare qualcosa di magico mantenendo le proprie diversità, Teresa ci descriveresti quale difficoltà hanno incontrato e se credi che imparare a leggere e capire questi ostacoli possa essere utile a tutti per costruire un mondo in cui le diversità sono una ricchezza per costruire qualcosa di più universale?

Più di due culture. Il flamenco è il risultato di un incrocio multiplo lungo diversi secoli. Gli zingari emigrarono dall’India, dalle culture cristiane, ebree e musulmane; e poi, le influenze africane e creole. E oggi questo a volte può essere una miscela, ma c’è anche la radice della purezza, soprattutto dal lato zingaro; e soprattutto, mostra la diversità causata dal suo sviluppo in diverse aree di Flamenco. Ne ho già parlato in una domanda precedente. Diversità e radice questa dovrebbe essere la definizione. E recentemente più diversità; i nuovi tempi hanno aggiunto integrazioni con altre musiche, fusioni, tutto ciò che è noto come “New Flamenco”. Aggiunte di strumenti, come pianoforte, flauto e sax, violino, violoncello, contrabbasso, percussioni; anche noi abbiamo una giovane artista, Ana Crismán, finora l’unica arpa solista e compositrice di flamenco. Sta avendo molto successo, un altro sintomo dei nuovi tempi.

Il Flamenco ha radici antichissime e da sempre rappresenta il fulcro della società e della cultura dei territori citati nel tuo libro, ma la prima volta che questo termine appare nella letteratura è nel “Soldado Fanfarrón” scritto verso il 1875 da Juán Ignacio González del Castillo, fino a raggiungere la sua massima consacrazione con Federico García Lorca. Teresa perchè ci è voluto così tanto tempo prima che la letteratura trattasse un argomento di tale valore sociologico e come è cambiato il punto di vista della gente da quando ha avuto la consacrazione che meritava?

Ebbene, ci sono così tante teorie di altrettanti teorici che davvero la cosa rimane come un mistero con tante spiegazioni ma poche certezze. Anche García Lorca fa riferimento agli “antiguos cantos andaluces” (antiche canzoni andaluse) nel concorso di flamenco del 1922. Potrei nominare qui il più cospicuo di questi teorici, ma ritengo che non sia questo il posto. Rimaniamo sul fatto che il termine Flamenco iniziò ad essere introdotto alla fine del XVIII secolo con significati diversi e che continuò a viaggiare fino al XIX e come dici tu è diventato il fulcro di una delle musiche nazionali più esclusive del mondo.

In “ FLAMENCOS Conversaciones con Artistas” i protagonisti in prima persona, grazie alle tue domande e al racconto delle loro esperienze, tracciano un compendio pedagogico e artistico di questa antica Arte, cosa vorresti che venisse recepito dai lettori?

Credo che FLAMENCOS, quando lo leggi per intero, diventi un’immagine non solo di un’arte amata in tutto il mondo, ma anche di storia, dinamizzazione sociale, sociologia, diversità etnica a seconda delle aree di insediamento, dinamiche di evoluzione, un microcosmo della Grande Storia che rappresenta, tanto da aver meritato un riconoscimento internazionale come il Premio UNESCO 2010 per il Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità. Tra tanti altri riconoscimenti.





Sociologicamente il Flamenco rappresenta uno spaccato fondamentale della società e delle sue problematicità, pensi che possa essere utilizzato come strumento per interpretarle e affrontarle? Se si, come pensi che questo strumento debba essere utilizzato e quali cambiamenti possa attuare sul mondo contemporaneo?

Senza dubbio, è in realtà uno spaccato della società e dei suoi problemi. E anche che nel mondo di oggi questa potrebbe suonare come un’utopia, l’esempio dato da zingari e “payos” nel triangolo di Jerez, Lebrija e Utrera di comprensione, rispetto e condivisione reciproca per secoli, se praticato dall’intera umanità, potrebbe portare un mondo molto migliore. Ho detto Utopia, in realtà viviamo nella Distopia.

A breve uscirà il tuo nuovo libro “ El Flamenco en los tiempos del Corona”, puoi dirci qualcosa in anteprima?

È in stand-by. Ora sono impegnato nella promozione di FLAMENCOS Conversaciones con artistas. I tuoi lettori possono trovare la versione stampata in spagnolo sulle piattaforme Amazon e Casa del Libro. Vi assicuro che vale la pena leggerlo, perché è un libro per tutti i lettori, non solo per gli appassionati di flamenco.

Grazie mille, cara Chiara per avermi introdotto in Italia, un paese che conosco bene e amo. Anche io parlo piuttosto correntemente l’italiano, una lingua che è pura musica. Grazie!

Siamo noi che ringraziamo te Teresa per averci dato l’ opportunità di scoprire, grazie al tuo libro “FLAMENCOS Conversaciones con artistas”, un mondo affascinante, che rappresenta lo specchio e la chiave di volta per un mondo futuro migliore.

Chiara Bazzani









cartel literatura y flamenco
2. April 2021. Presentation at Institut Français, Madrid. Dancer María Juncal, Teresa Fernandez (1)
4. April 27 2021. Presentation at Jerez de la Frontera. Sponsored by City Hall and foundations (1)
Poster Institut Français
1. March 2021. Presentation at Fundacion Casa Patas, Madrid
5. Jerez may 14. Eduardo Guerrero, Teresa fernandez and Joselito Acedo
Schermata 2021-05-28 alle 09.57.14
3. Presenting at Institut Français, Madrid
6. At home ready for a concert
PORTADA FLAMENCOS (1)
cartel literatura y flamenco 2. April 2021. Presentation at Institut Français, Madrid. Dancer María Juncal, Teresa Fernandez (1) 4. April 27 2021. Presentation at Jerez de la Frontera. Sponsored by City Hall and foundations (1) Poster Institut Français 1. March 2021. Presentation at Fundacion Casa Patas, Madrid 5. Jerez may 14. Eduardo Guerrero, Teresa fernandez and Joselito Acedo Schermata 2021-05-28 alle 09.57.14 3. Presenting at Institut Français, Madrid 6. At home ready for a concert PORTADA FLAMENCOS (1)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.