Riccardo Mauro nasce a Palermo , il 9 marzo del 1989 e all’ età di 7 anni si trasferisce a Bergamo. I suoi genitori, sin da piccolo, gli hanno insegnato l’importanza del duro lavoro e del risparmio, che a volte sono le uniche due cose che una persona può permettersi. Valori che hanno stimolato Il suo spirito curioso, artistico e creativo tant’è che sin dall’ infanzia, si divertiva a smontare e rimontare quei pochi giochi che aveva e a costruirne di nuovi solo per il semplice gusto di sapere come erano fatti. Crescendo con gli anni, questa passione della conoscenza è cresciuta sempre di più dentro di lui portandolo ad indagare il mondo per poi riportarlo nelle sue opere.





Riccardo Mauro la tua arte è caratterizzata da linguaggi differenti, potresti spiegarci come mai hai scelto di parlare con questi stili differenti e se la scelta di ognuno di essi è dettata dal differente scopo per cui li hai realizzati?

Non mi pongo dei limiti quando voglio realizzare un’opera, perchè mi piace spaziare e l’arte te ne da un’opportunità immensa. Non seguo sempre schemi precisi nella realizzazione dei quadri, a volte mi lascio trasportare completamente e lascio che sia la mano a guidare me. Quando ho un’opera da realizzare, inizio ad elaborarla in più sfumature nella mia testa, magari immaginandola con più stili combinati tra loro. In base a ciò che voglio realizzare uso uno stile piuttosto che un altro.

 C’è una forma d’ arte con cui ti trovi più a tuo agio? Se si perchè?

Senz’altro questa tecnica da me intrapresa di modellamento e lavorazione dei CD-ROM che per altro ho scoperto nei primi mesi di pandemia da Covid 19. In situazione di lockdown, nel sistemare casa mi sono trovato una montagna di CD vecchi che non usavo più, quindi decisi di sperimentare e farne qualcosa (è anche un bel modo di riciclare e sostenere la natura, sono molto legato ad essa). Inizia con vari tentativi, usando modi diversi per scaldarli e plasmarli a mio piacimento fino a capire che questa sarebbe stata la mia forma d’arte. Perchè sentii quella sensazione di piacere e benessere e nel fare ciò ogni qual volta che li lavoro sono in uno stato di puro relax, questa è la parole chiave. Unisco tutto ciò con tecniche differenti con la pittura acrilica.





C’ è un’ artista da cui prendi ispirazione o che rappresenta per te una guida? 

Da cui prendo ispirazione nessuno, però Salvador Dal che è uno di quegli artisti che è già capace, con il suo aspetto, di raccontare il suo immaginario onirico e surreale, ha attirato da subito il mio interesse verso il suo mondo artistico. Una persona fuori dagli schemi che ha portato l’ arte del surrealismo, grazie al suo potere di immaginazione, fuori dal comune.

La tua vita  è stata caratterizzata da un trasferimento in tenera età, da Palermo a Bergamo, come pensi che si rifletta questo nei tuoi quadri?

Sinceramente questo trasferimento non ha influenzato i quadri che compongo, anzi fu per me una prova di adattamento e forza che mi portò a stati di gioia a stati di paura. Penso che i cambiamenti radicali all’inizio non facciano piacere a nessuno, non sai cosa ti aspetterà e come andrà. Mi sono trasferito da Palermo quando avevo sette anni e seppur per pochi anni ho vissuto lì, mi ha lasciato un sacco di bei ricordi.

Nelle tue opere traspaiono emozioni forti e radici profonde, pensi che il tuo percorso di vita e lavorativo abbia influito su ciò? E se si, in che modo?

Nella vita ho avuto esperienze altalenanti sia belle che meno, e in qualche modo mi hanno plasmato nell’inconscio e mi hanno cambiato senza che me ne accorgessi. Personalmente non hanno influito particolarmente sul come creo l’arte che sento.





Riccardo la tua passione per la conoscenza e per la scoperta inizia sin da piccolo, potresti raccontarci come questa tua caratteristica si riflette nella tua arte?

Ho una certa fame quando si parla di conoscenza e ringrazio di essere così, tutto ciò che mi circonda è fonte d’arte, prendo spunto da qualsiasi cosa mi inneschi una scossa dentro. Prendendo tutto ciò che possa rappresentare al meglio la mia opera insieme alla mia forte creatività per creare qualcosa di unico, che non si ripeta per stile e forma.

Le tue esperienze come allestitore di mostre di grandi maestri dell’ arte pensi che abbia cambiato il tuo modo di fare arte? Se si in che modo?

Più che cambiato il mio modo di fare arte, mi ha riempito di nozioni tecniche e teoriche su molti pittori e scultori del ‘800-‘900. Ho appreso nozioni di restauro antico, un mondo affascinante dove non si smette mai di imparare, vedere ridare splendore alle opere che hanno attraversato secoli rendendole di nuovo vive è qualcosa di unico.

Riccardo Mauro cosa vorresti che le persone provassero e capissero guardando le tue opere? Quale è il messaggio che vuoi trasmettere con esse?

Mi piace rappresentare temi di attualità come l’opera “CORONAVIRUS”, la mia prima opera fatta con la tecnica dei cd lavorati, o “FORESTA IN FIAMME” che ricorda la tragedia dell’incendio in Australia. Tutto ciò che emotivamente smuove qualcosa dentro di me, viene rappresentato in modo concreto nelle mie opere.

Hai qualche nuova opera in cantiere di cui vuoi parlarci in anteprima?

Ho un progetto su tela che tratterà temi di culture orientali da cui sono personalmente affascinato.

Ringraziamo Riccardo Mauro

Daniela Torrani





Fotografie e opere : ©Riccardo Mauro

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