Uscirono allo scoperto quando ancora eravamo raggiunti dal volume massimo di quel suono oscuro che chiamammo grunge. I Kings of Convenience preferivano i toni bassi, suoni dolci, melodie ben definite e canto non aggressivo. 

Dalla Norvegia ci arrivò nel 2000 un album che nel titolo riportava semplicemente il nome della band e fu un piacere assoluto ritrovare dopo tanto tempo le atmosfere che Simon & Garfunkel ci avevano insegnato ad amare. Dopo l’esordio, l’anno dopo un nuovo disco dal titolo “rivoluzionario”: Quiet Is the New Load ovverosia il silenzio, la quiete è il nuovo suono che fa rumore. Poi, altre due prove in studio e una manciata di EP. 





Dolci suoni

Ora Erlend Øye e Eirik Glambek Bøe sono tornati. Dopo un’assenza durata dodici anni ecco Peace or Love, registrato in cinque anni e in cinque città diverse. Una nuova magia di purezza sonora, anticipata dal singolo Rocky Trail, delicata ballad impostata sul dialogo tra le voci e il violino. 

Undici canzoni, due delle quali scritte con Leslie Feist, in cui è difficile provare a scegliere la migliore, tanto è avvolgente il suono composto di tutto l’album. Al primo ascolto il dolce pop di Fever, Rocky Trail e l’intimismo folk nelle note di Love Is A Lonely Thing e Catholic Country (splendido il giro di accordi di Bøe), i due brani con firma e voce della cantautrice canadese sono le prove che colpiscono di più.





Cantare senza gridare

I padri del New Acoustic Movement (definizione rigettata da Bøe) resistono nel vuoto cosmico, sonoro e no, contemporaneo. Riescono, dopo così tanto tempo, a non far rimpiangere perle come Misread o I’d Rather Dance With You senza cadere tanto nel facile sentimentalismo o nel romanticume da bassa fiction né nell’ira da pancia di cui sono solo capaci pseudo cantanti e band soprattutto nostrani. 

In Rumours cantano: “Dovrebbe farti star male il pasticcio che ha combinato tuo padre”. A voler sottolineare che una possibilità di libertà deve essere concessa per chi non ha colpe (vedi il figlio di un mafioso) per le colpe dei padri. Un brano ispirato a Erlend Øye, da anni residente a Siracusa, dalla realtà che vede intorno?





Possibile, ma ciò che conta sono la maniera e la grazia con cui il pensiero girerà nell’aria. Spesso non serve la rabbia espressa con elementari rime baciate ad andare nel profondo.

Tour e tappe italiane

E ora, visto che forse ritorniamo a una vita più normale, tornando ad assaggiare e respirare la qualità delle piccole cose di cui avevamo perduto il valore, i Kings of Convenience tornano sul palco a presentare l’album in un tour che in autunno toccherà anche l’Italia.

Le piazze dello Stivale: Catania (26 ottobre, Teatro Metropolitan), Bologna (30 ottobre, Teatro Manzoni), Milano (1 novembre, Teatro degli Arcimboldi).

Corrado Ori Tanzi





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