La malattia attecchisce meglio laddove c’è un substrato specifico già deteriorato. Non è una scoperta, è un’osservazione ormai consolidata nel tempo. In pratica, si ammala di meno chi ha l’organismo più efficiente e meno deteriorato. Ovviamente stiamo parlando di grandi numeri, non dei casi eccezionali che non possono fare altro che confermare la regola. Ad insegnarcelo diligentemente in questo anno e mezzo di pandemia è stato il virus Sars-CoV-2 responsabile della malattia Covid-19 con tutto quello che l’emergenza ha comportato. Al di là di questo non dobbiamo rivolgere l’attenzione solo ai microrganismi patogeni responsabili di malattia, ma anche al terreno che viene da questi coinvolto (il nostro corpo), eventualmente già infiammato, il cui sistema immunitario va rafforzato. 

Non essere malati non è indice di buona salute

Vale la pena a tal proposito ricordare la disciplina ormai nota da diversi anni che va sotto il nome di PNEI, ovvero psico-neuro-endocrino-immunologia, che studia l’integrazione tra psiche e sistemi biologici non solo dal punto di vista sanitario, ma anche culturale e formativo. Se la medicina utilizza dei protocolli di intervento terapeutici validi, per esempio per le patologie acute, è tuttavia necessario anche l’apporto di altre discipline che rientrano nel patrimonio significativo legate alle culture antiche, alla saggezza e alla psicologia del profondo, addirittura alla fisica quantistica, che si rivelano utili per il rafforzamento delle difese immunitarie e dello stato psicofisico del nostro corpo. Essere esenti da malattie non significa essere in buona salute, ma attivare costantemente delle forze sane interiori in grado di contrastare qualunque avversità. 

Danni causati dallo stress indotto dalla solitudine

In questi ultimi mesi si è parlato molto di Covid-19, vaccini antivirali, dispositivi di prevenzione individuale come le mascherine, ma troppo poco o per niente di altre patologie. Per esempio, i vissuti di abbandono che hanno provato molte persone, non solo anziani ma anche bambini e giovani, che si sono sentiti messi da parte e trascurati. Prenderne atto è importante perché è necessaria la “presenza”, non solo sanitaria ma anche psicologica, umana, sociale. La solitudine sicuramente nuoce alla salute, per certi versi addirittura più del fumo. La solitudine vuol dire assenza di relazioni sociali, fisiche, corporee e sensoriali, con attivazione del circuito dello stress fino alla recrudescenza persino di alcune malattie importanti come il diabete.

Una nuova strategia di prevenzione della salute globale

Per promuovere la salute della persona, tenendo bene a mente l’indiscussa necessità di integrare aspetti psicologici (pensieri, emozioni, comportamenti), biologici e sociali, quale strategia efficace per migliorare la qualità di vita e ridurre i costi indotti dalle patologie croniche ad elevata incidenza soprattutto nella popolazione anziana, è in questi giorni al nastro di partenza un nuovo progetto di prevenzione e psicoeducazione alla salute messo a punto da Cammino in Salute e Progetto Oblò per i cittadini over 60 del comune di Cesate in provincia di Milano.

«Il progetto “Cesate in Salute” – Incontri sulla prevenzione” – spiega Lorena Macchi, direttore amministrativo del Progetto Oblò – Cammino in Salute APS – intende favorire nei cittadini adulti e anziani una presa di coscienza di sé, del proprio corpo, delle proprie emozioni, dei propri bisogni in un’ottica di promozione del benessere (salute) e prevenzione dei comportamenti di rischio. Ma anche stimolare una riflessione “nuova” sul concetto di salute».

Il programma che caratterizza il nuovo progetto prevede due incontri: uno per anziani sabato 11 settembre e uno per adulti venerdì 24 settembre 2021, della durata di 2 ore e mezzo ciascuno con metodologia attiva e partecipativa.

Tra i relatori saranno presenti medici di medicina generale e specialisti di vari settori sanitari sensibili alla prevenzione sanitaria. Martedì 26 ottobre 2021 parteciperà quale relatore di eccezione il Professor Silvio Garattini, fondatore dell’Istituto di ricerche Mario Negri di Milano, al quale gli organizzatori hanno dedicato un’intera serata.

Giorgio Cavazzini

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